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Le Chiese > LE CHIESE
San Lorenzo (Santi Martiri)
(Piazza Basile)
Dedicata a San Lorenzo, la chiesa comunemente nota con il nome di SS. Martiri, venne ricostruita a partire dal 1776 in sostituzione di una preesistente chiesa medievale dal medesimo titolo su progetto di Domenico Lucchi. Intrisa di caratteri neoclassici tanto nell'impostazione volumetrica geometricamente semplificata quanto negli elementi architettonici che la scandiscono, l'edificio non si mostra, specialmente all'esterno, particolarmente felice, soprattutto per la difficoltà di adattare la scelta tipologica (impianto a croce greca) all'area quadrangolare. La facciata, opera di Gaetano Gerasi (1836), corrispondente alla testata della navata principale, si stringe tra due corpi ciechi che racchiudono ambienti di servizio ricavati, all'inizio dell'Ottocento, negli spazi inutilizzati tra i bracci della croce. Su quello di sinistra si erge il campanile dalle forme semplificate (1850). Il prospetto è semplicemente organizzato da un grande arco impostato su due forti piedritti che si apre, in alto, nel tema della finestra termale. Altra citazione dell'antico si ha nel portale d'ordine tuscanico, in nenfro. Sul lato sinistro della chiesa si conserva la facciata della primitiva chiesa medievale (documentata fin dal 1289) che qui sorgeva; il tema è quello dell'architettura ecclesiastica minore tuscanese del tardo medioevo: il prospetto rettangolare, bipartito da una cornice orizzontale, con il portale lunettato (qui particolarmente modesto) aperto al centro del registro inferiore ed un occhio al centro di quello superiore.
L'interno, ha croce greca, è scandito da un ordine ionico gigante che corre lungo tutto il perimetro alternando colonne, pilastri e paraste dando spazio, con il loro avvicendarsi e con il gioco di scavo delle pareti, allo spazio per gli altari laterali e per diversi vani. La copertura voltata è dominata dalla cupola centrata sull'incrocio dei bracci. La terminazione absidata e la cantoria posta sopra l'ingresso (Giacomo Casella, 1837), differenziano il braccio principale da quello traverso. Dell'organo (Camillo Del Chiaro 1855) resta oggi solo la cassa. Alla destra dell'altare maggiore, si apre la sacrestia, oggi molto alterata e priva degli arredi. A destra, invece, si apre la Cappella dei Santi Martiri Protettori che venne costruita nel 1620 ma che è stata completamente ricostruita dopo essere stata gravemente danneggiata dal crollo della vicina torre civica (1956). In origine era chiusa da una cancellata in ferro (Nicola di Paolo da Siena, 1426), oggi in deposito presso il Duomo e decorata da una tela (Giulio Giusti, 1621) raffigurante la Madonna di Loreto tra i Santi protettori ed altri oggi sull'altare maggiore della chiesa. Le numerose tele che decoravano l'edificio sono oggi disperse presso altre strutture ecclesiastiche, si ricorda solo la tela con il Martirio di San Lorenzo (oggi nella chiesa di San Marco) e la tela attribuita alla cerchia di Domenico Corvi raffigurante la Gloria di San Lorenzo trafugata negli anni Ottanta del Novecento.
LA CANCELLATA
La cancellata della cappella dei SS. Martiri nella chiesa di San Lorenzo è una rara opera in ferro battuto del Quattrocento. Data e autore ci sono noti grazie all'autografo riportato sulla traversa del settore apribile (il primo a sinistra) della stessa: NICOLAUS DA SENIS ME FECIT AD MCCCCXXIIIIII.
Nicola da Siena doveva essere un abile artigiano se, da li a poco, diventò il fabbro del suo comune di origine per il quale realizzò le cancellate della Cappella del Palazzo Pubblico. L'elegante trama di quadrilobi sottesa da montanti e traverse, decorati da sfere e dentelli, si chiude in alto con un traforo a girali d'acanto che, probabilmente, era originariamente dipinta e recava, al centro di ogni sezione, lo stemma del comune, patrono della cappella. Probabilmente, a similitudine dialtri lavori contemporanei, anche alcuni elemnti deorativi erano colorati: lo potevano essere le sfere, ad esempio, o le dentellature, che giocando sulla bicromia alleggerivano ed arricchivano il disegno dell'insieme.
La cancellata di Tuscania è pressocché intatta, anche se non si esclude che, in passato, possa aver subito alcune modifiche. Visto il modo un po' arrangiato in cui è stato ricavato il vano che attualmente la ospita, all'ingresso dell'attuale cappella, è evidente che non venne alterata durante la ristrutturazione della chiesa di San Lorenzo, sul finire del Settecento, ne quando - negli anni Sessanta - la cappella venne ricostruita dopo essere stata coinvolta nel crollo della Torre Civica.
In attesa di un prossimo necessario restauro, la cancellata è stata semplicemente ricollocata nella sua posizione originaria, dopo essere rimasta per oltre trenta anni, abbandonata in un magazzino della parrocchia.
Stefano Brachetti


