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San Giuseppe

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San Giuseppe
(Largo Cavour)

La chiesa di San Giuseppe si trova nel cuore del Centro Storico di Tuscania lungo c.d. Strada Maestra (via Cavour). Sulla reale data di costruzione esistono a tutt'oggi dubbi: lo storico Don Musolino sostiene che la prima pietra fu posta nel 1654 mentre una precedente relazione di Don Bruno Lucchetti ne fissa le date di inizio e fine lavori nel 1673 e 1676. Certo è che per la costruzione e sopravvivenza stessa della Chiesa fu fondamentale la figura di Don Scipione Bussi canonico della Cattedrale di San Giacomo Maggiore, ma devotissimo al Santo a cui reputò opportuno edificare la Chiesa per la quale il Capitolo della Cattedrale cedette gratuitamente l'area di un pollaio o scoperto di sua proprietà. Nel testamento redatto il 20 gennaio 1678, Don Bussi lascia un podere di sua proprietà sito in contrada Pietrone per assicurare alla Chiesa un continuo servizio religioso, a tal proposito nomina come primo cappellano della Chiesa di San Giuseppe, Francesco del fu Claudio Montebovi, che avrà anche il diritto di partecipare alla messa cantata ed a tutte le altre cerimonie religiose collettive in cattedrale. Alla Chiesa e alla Confraternita di San Giuseppe, sempre in qualità di legato, lascia un magazzino in via Maestra (Via Cavour), un prato prossimo ad esso ed una vigna in contrada ''Petrella''. Lascia ancora alla chiesa tre grandi sedie in corame decorate dal suo stemma, un inginocchiatoio in noce ed un credenzone. I fratelli Veriano e Gabriele Bassi lasciarono 100 scudi in eredità da impiegare per l'acquisto di una casa il cui materiale doveva servire per la fabbrica dell'edificio. Sebastiano Mansanti nel 1661 lasciò 500 scudi per la costruzione della Chiesa.
E' certo che la costruzione di San Giuseppe procedette lentamente la stessa venne consacrata dal Cardinal Pianetti soltanto nel 1846 dopo importanti lavori di ristrutturazione. Sarebbero databili all'ottocento la volta sulla navata centrale, orchestra con il nuovo organo di Camillo Del Chiaro e il campanile a tre campane. Un aneddoto in particolare va riportato in merito alla porta d'ingresso. Sull'architrave della facciata si legge l'iscrizione ''In honorem Sancti Josephi huius hostii limina tantum Secundianus Marciliani propriis sumptibus constructa poni curavit'' : Secondiano Marciliani lasciò alla sua morte 50 scudi da destinarsi ai lavori per la facciata della Chiesa. Il fratello iscritto alla Confraternita, volle l'iscrizione, alla quale i confratelli si opposero in quanto la volontà non era stata espressa dal defunto. Infine si giunge ad un compromesso: l'iscrizione fu posta ma attraverso la parola ''Tantum'' i confratelli ottennero che rimanesse memoria del fatto che il contributo di Marciliani era servito per la costruzione della sola porta. Sulla facciata fu aperto un finestrone e vennero incavate delle nicchie sulle quale avrebbero dovuto essere scolpite delle statue. Sulle parte laterali si aprono tre finestre.

Il transito di San Giuseppe Sec.XVIII

Il transito di San Giuseppe sec. XVIII
Altare Maggiore

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